Angelina Chavez

The MOMMY PROJECT

Un lavoro fotografico che scruta nella vita di tre donne, Barbara, Rebeca e Giulia, che non hanno alcun legame tra loro, se non un periodo molto delicato e al tempo stesso bello della loro vita, ovvero i nove mesi dell’attesa del primo figlio.

“Non ho voluto raccontare gli avvenimenti, mantenendo un ordine cronologico e didascalico, ma piuttosto volevo concentrarmi sulle sensazioni e sull’emotività che queste ragazze mi hanno trasmesso durante il periodo passato insieme. Ragazze che all’inizio mi erano praticamente sconosciute, con una cosa in comune che ci legava: l’essere mamma.

Forse è stata la consapevolezza dell’intensità di quel periodo, avnedolo vissuto anch’io anni fa e vivendolo di nuovo ora, a spingermi a fare una sorta di indagine emotiva al di fuori di me stessa, la curiosità di scoprire punti in comune e riviverli insieme a loro o magari anche sensazioni a me sconosciute e coglierle con la mia macchina fotografica.

Nel corso del progetto tutte e tre mi hanno permesso di avvicinarmi molto, dandomi così la possibilità di conoscerle per trovare ciò che cercavo.

La scoperta che, per quanto possano apparentemente essere diverse tra di loro, e per quanto ogni donna possa vivere la maternità individualmente, con i suoi pensieri, le paure e le preoccupazioni oppure con grande leggerezza nell’attesa dela nascita di un nuovo esserino, ciò che resta è quel “feeling” che ci lega tutte quante, che non si può esprimere a parole e che spero di aver colto e fermato con questo lavoro. ”

Il testo è di Angelina Chavez

www.angelinachavez.com

[24 marzo 2010] --

Il Pistrice in mostra da Tuba

Sabato 27 Marzo ore 19.00

inaugurazione



Aperitivo in rosso

dj set di Lady Maru

Mi raccomando: vestite rosso!

graziosaegarbata

in mostra fino al 26 Marzo 2010

www.myspace.com/graziosaegarbata

“intime esplosioni”

Una mutanda bambina dentro una fallica scatolina

vi invita

a conoscere quanto di più asessico ci sia:

graziosaegarbata

donna/bambina ironica, sensibile, ghignante, ululante, dolcettona, furiosona

ora tranquilla ora irrequieta,

ora libera ora inchiodata,

ora piuma ora piombo,

ora delicata ora brutale

un bel giorno graziosaegarbata indossa coraggiosamente la sua mutandina rosa, riempie le sue labbra di rossetto, si arma di ago e filo e parte alla ricerca della propria femminilità, del proprio equilibrio, della propria libertà!

sorridente e fiduciosa comincia la sua vita tutta al femminile … felice osserva sul suo amabile volto il dilagare delle amatissime occhiaie che la rendono graziosamente garbata.

ama te, ama me

ama tutto, ama tutti

finché non si accorge di vivere in un mondo di silenziofobici, un mondo in cui è difficile trovare le parole giuste per esprimersi ed interagire!

cuce e scuce il suo schizofrenico IO senza trovare una via d’uscita: una scheggia impazzita, frammento esploso dell’io, privo di ogni senso del pudore e della vergogna

soffocata dalla propria razionalità e sensibilità, assiste alla disarmante crescita della sua testa … troppe idee, pensieri, ironie e contraddizioni.

… sbatti di qua sbatti di là, la sua bocca si è fatta enorme e finalmente ha urlato al mondo il suo ESSERCI

dolcemente triste e incazzata decide di abbandonare  la ricerca di un equilibrio … ama le sue contraddizioni, i suoi sbalzi d’umore e vuole condividerli col mondo

… sulla torre si isola e produce intime esplosioni!!!

la sua decisione di ESPORSI è un invito a  tutte e tutti a NON IMPLODERE!

(presentazione di Angeli Alessandra, atelierista   www.myspace.com/arte_lier)

zelda

Parigi, anno rivoluzionario 181, giorno 11 del mese Termidoro: nasce Zelda Bomba. Zelda fin da piccola comincia a disegnare appassionatamente mondi pieni di luce e mare, accompagnata dalle note immortali di “Felicità” di Al Bano e Romina, che diventa la sua canzone preferita e il suo inno personale, con buona pace della gloriosa Marsigliese. Terminata l’Accademia delle Belle Arti Zelda, con il fervore che la distingue, prende la decisione di partire per la volta dell‘Italia, Roma città dei suoi sogni, quella Roma mitica e misteriosa che finora conosceva soltanto attraverso i film di Fellini e le diapositive logorate dal tempo della professoressa di italiano. Nella Città Eterna, Zelda studia all’Accademia di Moda e Costume e alla Scuola Internazionale di Comics. Ma Zelda, ragazza dai due cuori, sente il risveglio del suo animo parigino e torna in Francia. Sotto il cielo di piombo della Ville Lumière, lascia alle spalle i fasti romani e si getta a capofitto nel lavoro, dividendo il suo tempo tra lo studio all’Università della Sorbona e l’attività artistica, esponendo in varie gallerie. Laureatasi con soddisfazione, si aprono per lei le porte di una gloriosa professione di insegnante di italiano nella Douce France, ma Zelda scappa a gambe levate. Tornata a Roma, la pittura diventa la sua unica strada.Parigi, anno rivoluzionario 181, giorno 11 del mese Termidoro: nasce Zelda Bomba. Zelda fin da piccola comincia a disegnare appassionatamente mondi pieni di luce e mare, accompagnata dalle note immortali di “Felicità” di Al Bano e Romina, che diventa la sua canzone preferita e il suo inno personale, con buona pace della gloriosa Marsigliese. Terminata l’Accademia delle Belle Arti Zelda, con il fervore che la distingue, prende la decisione di partire per la volta dell‘Italia, Roma città dei suoi sogni, quella Roma mitica e misteriosa che finora conosceva soltanto attraverso i film di Fellini e le diapositive logorate dal tempo della professoressa di italiano. Nella Città Eterna, Zelda studia all’Accademia di Moda e Costume e alla Scuola Internazionale di Comics. Ma Zelda, ragazza dai due cuori, sente il risveglio del suo animo parigino e torna in Francia. Sotto il cielo di piombo della Ville Lumière, lascia alle spalle i fasti romani e si getta a capofitto nel lavoro, dividendo il suo tempo tra lo studio all’Università della Sorbona e l’attività artistica, esponendo in varie gallerie. Laureatasi con soddisfazione, si aprono per lei le porte di una gloriosa professione di insegnante di italiano nella Douce France, ma Zelda scappa a gambe levate. Tornata a Roma, la pittura diventa la sua unica strada.

[12 settembre 2009] --

Parisa Forooghi

Scarabocchiare sui libri era una mia passione già a Teheran, allora disegnavo su quelli di scuola.

Ora,  in Italia, continuo a  dipingere su pagine sparse che fanno da sfondo a personaggi delicati e ironici.

parisa

Illustrazioni di Parisa Fooroghi

dal 12 al 25 Settembre 2009