Feste a fumetti: i consigli di Tuba, libreria di donne

By admin • recensioni • 16 Dic 2017

 

Liv Strömquist, Il frutto della conoscenza

Fandango edizioni – 18 €
Letto da Sarah
 

Il frutto della conoscenza è un fumetto godurioso, da leggere per tanti motivi. Innanzitutto perché si tratta di un’opera intelligente e divertente, dedicata a un argomento appassionante ma troppo spesso trascurato: la fica.
Strömquist, fumettista e femminista svedese, ci regala un volume atipico e necessario in cui racconta come secoli di patriarcato abbiano condizionato la sessualità delle donne e influito sulla costruzione di un sapere sul sesso e sul piacere, sempre in chiave eteronormativa.
Il libro è diviso in capitoli che approfondiscono, in una prospettiva storica, temi come l’orgasmo, le mestruazioni o la misconoscenza della clitoride. Un vero e proprio manuale adatto a tutte le età, dall’adolescenza in su. Il lavoro  di Strömquist, che cita accuratamente le sue fonti ed è corredato da una bibliografia, decostruisce pregiudizi e stereotipi.
Le tavole alternano il bianco e nero al colore, lasciando tanto spazio al testo, quasi a significare quanto la mente abbia invaso lo spazio del corpo. Il fumetto è pervaso dall’ironia dell’autrice che ci regala aneddoti tremendi in modo gustoso e ci ricorda che la vulva non sempre è stata oggetto di censura.

 

Rita Petruccioli -Giovanni Masi, Frantumi

Bao edizioni – 18 €
Letto da Viola

Ha senso rimettere pezzi di sé al loro posto nei buchi lasciati sul corpo? Ha senso fare domande sul passato? Cosa ci manda letteralmente in pezzi? Esiste un tempo e un luogo sospeso in cui darsi la possibilità di riacquistare una interezza tale da affrontare la vita, i suoi dolori, le sue passioni, i suoi colpi? Frantumi è tutto questo. Un’opera disegnata magistralmente da Rita Petruccioli, che esordisce così con la sua prima storia lunga, che tra colori e tratti netti riesce a esprimere esattamente il senso della sceneggiatura  di Giovanni Masi, che racconta i frantumi in dialoghi essenziali senza mai perdersi nella vacuità della non narrazione. I personaggi rimangono attaccati addosso, con una mia particolare predilezione verso Laila, eroina in occhiali da sole, ferita e coraggiosa.

 

Lou Lubie, La mia ciclotimia ha la coda rossa,

ComicOut – 17,90 
Letto da Sarah

“Le etichette sono un peso terribile perché ti feriscono, ti stigmatizzano. Ma al contempo ti definiscono, ti aprono delle possibilità”.

La fumettista francese Lou Lubie ci racconta con questo graphic novel dal tratto semplice e simbolico un percorso lungo sette anni per arrivare alla diagnosi della sua ciclotimia e imparare a conviverci. Con un espediente geniale Lou Lubie dà alla sua malattia i tratti di una volpe mutevole, e ci regala delle bellissime tavole in bicromia (nero e arancione), nonché un’introduzione alla ciclotimia, un disturbo bipolare ancora poco conosciuto. Un vero e proprio saggio di divulgazione scientifica, accessibile a tutti i lettori grazie ad aneddoti autobiografici ed umorismo. Il tono di questa avventura, a tratti drammatica, è infatti sempre ludico e auto-ironico permettendo così a tutti di poterlo apprezzare.

 

Julie Maroh, Corpi sonori,

Panini 9L, 24

Letto da Sarah

Non siamo una minoranza, siamo le alternative Perché tante sono i tipi di relazioni quanti se ne possono immaginare”.

Dopo City&Gender, la fumettista francese Julie Maroh torna con un bellissimo fumetto ambientato a Montréal. Ventuno racconti che compongono un ritratto dell’amore versione queer. Troppie, poliamorosi e non, anziani e giovani, persone di origini diverse e diverse abilità, trans, androgini si ritrovano alle prese con storie d’amore o di sesso. I bellissimi disegni sono in bianco e nero, lo sfondo seppia o blu cambia con le stagioni, a volte i tratti sono sfocati come i generi, a volte si fanno più precisi, ci traghettano in questo viaggio dove i corpi si desiderano ed esplorano possibili che raramente ritroviamo nelle pagine dei libri. Da leggere assolutamente.

 

Stupor Mundi, Neijib,

Coconino Press, 22

Letto da Sarah

Stupor Mundi è un fumetto ambientato nelle Puglie di Federico II all’inizio del tredicesimo secolo. In questa cornice storica in cui si mescolano fatti e finzione, Neijib ci racconta la storia di Annibale Qassim El Battuti, uno scienziato arabo in fuga dalla propria terra e pronto a tutto per portare a compimento le sue ricerche. Sotto la critica feroce dell’oscurantismo si cela anche una critica dell’egoismo di chi porta avanti la propria missione creatrice, a discapito di tutto il resto. Non è dato sapere dove finisce il vero e dove inizia il falso in questa narrazione per immagini ma forse è quello che rende questo racconto così affascinante. Il disegno abbozzato e i colori semplici, potenziano le emozioni e denunciano un potere arrogante e pervasivo. La vera protagonista di questo fumetto è Houdê, la figlia di Annibale, una bambina colta e intelligente che compie un viaggio a ritroso nella propria mente che si rivelerà essenziale.

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