4 maggio Utopie quotidiane

By admin • Presentazioni libri • 30 Apr 2017

Giovedi 4 maggio presentiamo, da Tuba Bazar alle 19.00, Utopie quotidiane. Il potere concettuale degli spazi sociali, di Davina Cooper (Edizioni Ets) con Mariano Croce (traduttore del volume) e Federica Giardini.

Il libro indaga il potenziale immaginativo di spazi sociali in cui si sperimentano modi nuovi di fare cose ordinarie. Il testo s’inscrive nel solco del pensiero utopico, ma ne smussa le idealità e la tendenza ad immaginare mondi “altri”, per individuare, all’interno del mondo “convenzionale”, pratiche concrete in cui si mettono in atto concetti e forme di relazione dotati di una positiva energia trasformatrice.

Combinando la filosofia con le scienze sociali, Davina Cooper intesse una solida e vivace riflessione in termini di teoria politica, supportata da metodologie tipiche della ricerca qualitativa, come le interviste e l’osservazione sul campo.

Utopie quotidiane si snoda attorno a sei casi di studio: le politiche egualitarie della Gran Bretagna nel 2009-2010, il nudismo come manifestazione pubblica, un bagno turco per donne e trans, un sistema di scambio che non passa per la moneta ufficiale, una scuola sperimentale inglese e lo Speakers’ Corner di Londra. Il testo passa in rassegna questi casi in modo inventivo e non-convenzionale e ricava da essi preziose risorse simboliche per ripensare e riorientare le dinamiche politiche delle democrazie liberali nell’età del neoliberalismo.

Si tratta di un libro speranzoso e ottimista, che fa tesoro delle diagnosi politiche più critiche e

radicali, ma indica al contempo il modo in cui le storture della politica odierna possono essere superate e come si possa trarre risorse dai contesti sociali più interstiziali, dove le alternative sono praticate in concreto e con fiducioso ottimismo.
Il testo parla così a un pubblico molto vasto, dai lettori interessati alle questioni più pragmatiche della politica democratica ai teorici e gli esperti della politica e del diritto che intendono superare le secche del pensiero neoliberale.

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